Dopo la spedizione polare con la Hurtigruten, sino a superare l’80° parallelo nord, ho scelto l’escursione da Longyearbyen a Pyramida e al ghiacciao Nordenskiöldbree come ultima carta per provare a vedere gli animali assenti nei giorni precedenti.
E incredibilmente è stata la scelta perfetta.

Il viaggio alle Isole Svalbard è stato sicuramente affascinante per il significato geografico, ma sentivo che l’orso polare fosse una mancanza pesante.
Ero certo che ne avrei visto alcuni nella spedizione di 5 giorni ma invece non avevo visto altro che renne, due volpi artiche, qualche specie di uccello e, da molto, molto lontano, foche e trichechi.

L’escursione a Pyramida era obbligatoria, sia per il mio interesse al periodo Sovietico sia perchè avevo già visto ogni angolo di Longyearbyen e solo qualche tour poteva occupare i 2 giorni che avevo a disposizione.

Hotel e info point propongono decine di escursioni simili. Differiscono solo la compagnia, il mezzo di trasporto (barca più lenta, motoscafo o gommone zodiac), eventuale pranzo a bordo e durata del tour (da 4 ore a circa 10).

Per tutti questi motivi ho scelto di effettuare l’escursione con Henningsen Transport & Guiding.
Il costo di 1950 Nok (circa 200,00 euro) includeva la traversata da Longyearbyen a Pyramida passando dal ghiacciaio Nordenskiöldbree, pranzo a bordo e ritorno in dopo circa 10 ore.

L’autobus arriva in anticipo in ostello e, dopo un rapido giro per gli alberghi, porta tutti i passeggeri al porto.
Sul ponte della Billefjord la bravissima guida spiega l’escursione che faremo e le regole di comportamento per la traversata. La barca lascia il porto quasi al completo e si dirige a nordest, lungo il fiordo.

Il forte vento rende l’aria artica ancora più fredda mentre dalle basse nuvole scende qualche goccia di pioggia.
Tutti preferiscono guardare il panorama dalle ampie vetrate del salone della nave, dove al bar si possono acquistare bevande calde. Io invece scelgo di stare sul ponte, mentre le pulcinella di mare solcano l’orizzonte, mimetizzato tra lo stesso colore del mare e del cielo

 

pulcinella-di-mare-Pyramida-Svalbard

La navigazione procede tranquilla nel fiordo. Le montagne si alzano dal mare e si nascondono tra le nuvole, mostrando ogni tanto i loro ghiacciai. Qualche piccolo iceberg accarezza la barca mentre guardo ovunque in attesa di quello che cerco ormai da una settimana: l’orso polare.

montagna-Pyramida-Svalbard

Scambio due chiacchiere con la preparatissima ragazza che ci fa da guida ed entriamo nella cabina di pilotaggio.
Il comandante permette infatti di stare al suo fianco, mentre i 3 uomini di bordo iniziano a preparare il barbecue per il pranzo incluso nell’escursione. La grigliata che sono riusciti a cucinare sul ponte della barca meriterebbe qualche stella michelin.

Parlo con il comandante raccontandogli la mia esperienza qui alle Isole Svalbard e il mio desiderio di vedere l’orso polare. Senza promettere nulla, mi dice che è probabile che riuscirà a realizzare il mio sogno.
I monitor indicano la rotta mentre davanti a noi il ghiacciaio Nordenskiöldbree mostra tutta la sua grandezza e prepotenza. I suoi 25 x 11 chilometri vennero colpiti da un asteroide nel 1984.

ghiacciaio-Nordenskiöld-Pyramida-Svalbard

Il comandante osserva il ghiacciaio e dopo poco mi porge felice i binocoli:
“ci sono due orsi, mamma e piccolo. Guarda in quella direzione”.
Prendo i binocoli e li cerco… ma niente.

Nei documentari gli orsi sono subito riconoscibili e pensavo fosse facile vederli.
Invece, pur avendo un’ottima vista, davanti a me ho un ghiacciaio immenso e trovare due orsi quasi dello stesso colore è praticamente impossibile, per chi non è abituato.
Ma so che ci sono.
Decido di sfruttare tutto lo zoom per fotografare e filmare il muro bianco davanti a me, alla cieca.
Solo a casa mi renderò conto che in questa foto sono riuscito a immortalare i due orsi.
Tu riesci a vederli?

orsopolare-Pyramida-Svalbard

Il comandante mi dice di stare tranquillo, si avvicina lentamente al ghiacciaio avvisando ai microfoni che uscendo sul ponte si potranno vedere gli orsi polari. Io attendo le sue indicazioni con i binocoli e la fotocamera in mano.

All’improvviso riesco a focalizzarli. Ecco i due orsi polari. Mamma e cucciolo mangiano una foca.

Orso polare - Artico

Esco sul ponte mentre un misto di emozione, adrenalina, gelo artico e pioggia solca il mio viso.
Ora che ho visto l’orso bianco, libero, a casa sua, ho realizzato il viaggio al Polo Nord.

Restiamo più di mezzora a guardare i due orsi.
In quell’arco di tempo ho riflettuto anche sulla foca in quella scogliera.
Chissà cosa ha visto nella sua vita. Chissà cosa pensava quando si è distratta nel momento in cui è stata catturata.
Ma è la natura.
I ghiacciai che si sciolgono e si ritirano fanno diminuire le zone di caccia degli orsi.
Se prima i periodi di digiuno duravano qualche mese, ora possono arrivare anche a 6-8 mesi.
Gli orsi sono costretti a nuotare per tanti chilometri e non sono pochi quelli che muoiono nella traversata.
Il cibo scarseggia e la loro estinzione non è così difficile e lontana come potremmo pensare.
Se ci piace vederli, impariamo a rispettarli e aiutiamoli a sopravvivere.

 

La barca si allontana e mi ricordo che Pyramida è la meta di questa escursione.
La vecchia città Sovietica si trova proprio di fronte al ghiacciaio.
La guida Russa ci aspetta sotto la scaletta della barca e subito si respira aria sovietica.
molo-porto-Pyramida-Svalbard

Pyramida, che deve il suo nome alla forma della montagna alle sue spalle, era un importante insediamento sovietico alle Svalbard. Qui infatti abitarono sino a 2.500 persone, impegnate soprattutto nelle attività minerarie.

miniera-Pyramida-Svalbard
Soprattutto d’estate era frequentata anche dagli abitanti di Longyearbyen. Anche nel periodo della Guerra Fredda non era necessario il visto per turisti e residenti nelle Isole Svalbard.
Tutti potevano usufruire della piscina d’acqua di mare riscaldata, dell’attrezzato ospedale, della fornitissima biblioteca, dei campi di calcio e pallacanestro, della palestra, del cinema e del teatro.

palestra-Pyramida-Svalbard

scuola-musica-Pyramida-Svalbard

Erano inoltre frequenti gli scambi scolastici. Vi erano 3 edifici residenziali: uno per le famiglie, uno per gli uomini e uno per le donne.
Le abitazioni non avevano cucine, ma una grande mensa comune si occupava del cibo.

Il suo panorama, tra fiordo e ghiacciaio, la rendeva sicuramente molto affascinante.

ghiacciao-Pyramida-Svalbard

Ora tutto questo è solo immaginabile, camminando nei suoi viali e dentro i palazzi che il gelo artico mantiene intatti come un tempo.

centro-Pyramida-Svalbard

renna-Pyramida-Svalbard

viale-Pyramida-Svalbard

Si pensa che, con questo clima, in caso di abbandono tutto resterebbe integro per almeno 500 anni.
Il busto di Lenin resterà quindi al suo posto ancora a lungo.

Lenin-Pyramida-Svalbard

Lenin-ghiacciaio-Nordenskiold-Pyramida-Svalbard

 

E’ quasi impossibile non prendere una birra o della vodka all’interno del bar, che sicuramente non è cambiato rispetto a qualche decennio fa.

bar-Pyramida-Svalbard

Salutata la guida, la barca lascia Pyramida per tornare a Longyearbyen.
Resto sul ponte della nave mentre la città sovietica di allontana e poi entro nel salone principale.
Non mi aspettavo di trovare questo clima. Il bar lavora a pieno regime e sui tavoli le bottiglie sono quasi tutte vuote. L’alcool la fa da padrona sui presenti e sembra quasi di essere in un’altra nave.
Torno in quello che ormai è diventato il mio posto, in cabina di pilotaggio, dove posso ancora chiacchierare con il comandante e il suo equipaggio.

E le sorprese non sono ancora finite. Mentre sfogliavo l’album con le foto degli animali presenti in queste zone, il comandante prende i binocoli e indica il mare.

I beluga!

Erano lontani e non si vedeva altro che piccole porzioni bianche uscire dall’acqua per respirare.
Ma sapevo che erano lì vicini a me. E tanto bastava per essere felice.

beluga-Pyramida-Svalbard

Rientrando a Longyerbyen non avevo altro da chiedere ormai. Avevo visto più di quello che sognavo.
L’escursione era stata perfetta sotto tutti i punti di vista.

montagne-Pyramida-Svalbard

La giornata si concludeva salutando la guida, il comandante della barca e il personale di bordo.
Loro hanno fatto chiudere il cerchio del mio viaggio alle Isole Svalbard, al Polo Nord.

Gliene sarò sempre grato.

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